Dal punto di vista architettonico, la pianta tradizionale tripartita della villa materializza lo spirito palladiano, che perseguiva il bello e gratioso. Salendo un imponente scalone di pietra, che conserva ancora oggi i gradoni originali, si giunge al pronao, delimitato da due lesene e due colonne centrali e, tutte giganti di ordine ionico a quattro facce. Esse sono sormontate da architrave e fregio, sopra il quale appoggia il frontone, contenente un timpano triangolare con oculo centrale e una cornice decorata a dentelli. Ai lati del pronao, le due sezioni dell’edificio si sviluppano su tre piani, e ciascuna si suddivide in tre vani. Gli angoli dei muri esterni sono decorati con il rilievo del bugnato realizzato in mattoni.
La villa offre un’immagine sintetica e ancora integra dei principi dell’architettura di Andrea Palladio, frutto della sua concezione razionale e armoniosa.
“Bella, graziosa e perpetua”
Dal pronao si accede alla sala nobile a doppia altezza, con volta a padiglione su unghie, decorata da un dipinto che simula un’apertura verso il cielo azzurro, esaltata dalle pareti storicamente bianche, ricoperte dal marmorino di calce e polvere di marmo. Al pian terreno la sala centrale si estende al di sotto della sala nobile e del pronao, con pilastri che sorreggo il soffitto originale di travi lignee.
La costruzione prosegue verso nord con una barchessa a due piani, con quattro grandi arcate a tutto sesto.
Villa e barchessa si trovano armoniosamente circondate da un ettaro di parco in un’area protetta dal punto di vista architettonico e ambientale. La Palladiana è scenograficamente posta a lato della Roggia Contarina, un tempo navigabile, in un territorio ricco di corsi d’acqua e di vigneti, lì coltivati da più di un secolo.
A qualche metro dalla Villa, si trova l’oasi naturale di Isola Mantegna e a poca distanza scorre il fiume Brenta.